IL PATTO DEL MARCHESE

TITOLO: Il patto del marchese

AUTRICE: Giovanna Roma
Self-publishing
GENERE: regency
PREZZO: 2,99 
PAGINE: 500
GRAFICA: Cora Graphics
ISBN: 9786050438246


SINOSSI: 
Come reagireste se l'uomo più in vista del Regno vi porgesse il suo aiuto? Accettereste la sua buona offerta, certo.
Non consideratemi un'ingrata per averla rifiutata. Ho le mie ragioni. Dietro la facciata di un lord magnanimo e misericordioso, si cela il più infido dei serpenti, pronto ad approfittarsi delle difficoltà di una donna per il suo diletto. La vita di corte dev'essere molto noiosa se è giunto fino a qui. 
Bramate la bontà nel vostro soccorritore, non le fattezze della veste o del viso e siate sempre prudenti al cospetto di un marchese. 

✫✫✫Excerpt reveal ✫✫✫

«Vi prego, posso contare sulla vostra comprensione?» O devo disperare? «Si farà a modo mio» sentenzia dandomi le spalle e voltando appena la testa. «E quale sarebbe il “vostro modo”?» mormoro. In fondo al cuore non voglio saperlo. Si gira completamente verso di me, rimette le mani dietro la schiena e mi osserva dalla testa ai piedi. Mi fa sentire una merce in esposizione su un bancone. «I piaceri che potrei far scoprire al vostro corpo se me lo donaste…» Cosa? «Non avete idea di come potrebbero ridurvi le mie abilità sotto le lenzuola. Sarebbe sufficiente una notte per rendervi dipendente.» Mai! Verrei sezionata viva. «Cose che le gentildonne possono solo sognare. Io stesso sento che non posso combattere le mie passioni a lungo quando si tratta di voi.» Talbot e Frederick Blackwar proponevano di aprirmi le porte de La Maison Bleu. Russell invece non vuole condividermi con altri uomini, ma vantare l’esclusiva della mia compagnia. Cos’è peggio? Appartenere a tutti o all’unico che può ferirti veramente? Per lui è tutto un gioco. Anche suo padre ha detto che è circondato dalle donne. O questa, o quella, o me non farà differenza per lui. Non sopporterei di essere l’amante di Talbot, ma morirei se dovessi diventare quella di Russell, perché finirei col cedere il mio cuore a un uomo che lo calpesterebbe col tacco dello stivale e il sorriso sulle labbra. «Da quand’è che siete diventato così infido e degenerato?» «Vi voglio nel mio letto, Annabelle» chiarisce con occhi luccicanti. «Temo che rimarrete insoddisfatto» digrigno i denti per la rabbia. «Preferisco cedere la mia virtù a Lord Talbot, piuttosto che a voi.» «Non sapete quello che dite. Credete che vi lascerà libera di andare, dopo?» sbotta in un moto di rabbia. «L’inesperienza rende le donne come voi ignoranti e, per questo, poco giudiziose, avventate, precipitose» deride, cercandomi una giustificazione. «Voi vi fermereste?» lo fronteggio a testa alta. Il sorriso sulle sue labbra mi dà ragione. «No, ma non rincorrerei solo il mio piacere, come farebbe lui. Approfitterei di ogni occasione per infiammarvi di desiderio, vi istruirei ai principi del piacere. So essere un amante molto premuroso.» Si avvicina e corro via nel senso opposto. Sono costretta a percorrere il sentiero più lungo per rincasare e scopro che è inutile a metà percorso. Russell mi ha tagliato la strada, saltando un'aiuola. Maledetto sportivo! «No» dico puntando le mani avanti. «Giuro che mi metto a urlare» minaccio, quando ormai è a un palmo da me. «Vi tapperò la bocca come da bambini. Ricordate, Annabelle?» «Andate via» piagnucolo avvolta dalle sue forti braccia. «Se non desiderate collaborare allora accelererò i tempi» bisbiglia all’orecchio. Mi volta di scatto e preme la mia schiena contro il suo petto di pietra. Una mano artiglia dolorosamente il seno e l’altra mi chiude la bocca. «Prenderò la vostra verginità adesso, così Talbot non sarà più un problema.» Mi agito, lo graffio, lo strattono per come posso, fino a quando la sua lingua scivola sul mio collo dandomi i brividi. «Il vostro destino è stato segnato il giorno in cui vi ho incontrata.» La sua mano scivola languida sul mio addome. Con grande stupore, non è disgusto ciò che provo, bensì una sconosciuta forma di piacere. Un piacere che non potrà mai essere mio e io non dovrei mai avere dei pensieri come quelli al ricevimento di Lord David. Riesco a mordergli forte un dito e a fargli allontanare la presa. «Avete vinto. Russell, avete vinto.» Proclamo la mia sconfitta senza fiato. «Avete ragione voi, siamo legati. Faremo a modo vostro, ma vi supplico, adesso fermatevi» piagnucolo sommersa da una marea di sensazioni. Scioglie l’abbraccio e mi accascio al suolo devastata. 
«Inizia il conto alla rovescia, Annabelle.» 
        © Giovanna Roma – Il patto del marchese

                             
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